giovedì 29 giugno 2017

il giorno ventinove di giugno


La strana, per così dire, identità (è il dire identità che è strano) di soggetto e predicato; come quella di isola e vulcano; sono certo un tutt'uno ed il caso tipico è l'isoletta-vulcano, o gli atolli; possono a vicenda scambiarsi soggetto è predicato, parlare a tal punto di perversione o devianza è un eufemismo.

a R sub specie elphica: non siamo in nessun anno di nessun signore, giò presupporrebbe - il corpo un prigioniero non una prigione. Piuttosto un epistolario d'amore, cioè una lotta contro il linguaggio, poiché tutto ci appartiene; caro elfo alias R non sei natura né creatura; sei l'artifizio che fa la sua comparsa fra le angustie, il soffocamento ed infine il trionfo dell'estasi, sei l'immaginazione come ontologia dell'essere appunto, e del pieno - una voce di secondo piano si udì che diceva come volessero uccidere l'immaginazione e le beatitudini conseguenti, controllare i corpi ed i pensieri, ma al varco c'è la dea, ci sono i lacci di seta, c'è un braciere che sprigiona immortalità ed un piccolo fiore immerso in una vaschetta votiva, accanto al pozzo dei serpenti, ed a grovigli erotici in pietra da sempre immobili, più che una teoria dei bisogni una pratica degli eccessi.





mercoledì 28 giugno 2017

il giorno ventotto di giugno festa di compleanno


Il circolo è circuito, non circolo; ciò vale per ogni circolo, ed ogni circolo ha in qualche modo a che fare con il vizio (comun denominatore quest'ultimo di innumerevoli e più che mai varie pratiche); ciò che occorre al circolo è una circolarità ultima, non necessariamente visibile; tutto questo concerne la velocità del pensiero, l'arrivare ed andare dappertutto nonché il compimento di ogni cosa; ed il circuito è molteplicità di circuiti. Oltre l'immagine, oltre l'icon, cioè il segno - somiglianza ed oltre qualunque codice di notazione, circuiti appunto, "amore è gridare nel labirinto", ed "ad ogni nuovo grido un nuovo labirinto", i funzionamenti della morte: non dissimili, più mimetici, più polifmorfi, addirittura più ludici. Questa metafisica fantascientifica onora la ricorrenza di oggi ventotto giugno, è iscritta su un foglio di calendario segnato da una qual certa solitudine, ed è un po' il coronamento di una ricerca incessante, il momento stringente e definitorio (e non: definitivo) di una battuta di caccia, quella famosa battuta di caccia di cui parlava il filosofo.

Il serpente è un tratto di matita nato dal gesto di una bimba, ripetizione infinitesima di qualcosa che non ha fatto che ripresentarsi in certe scene segrete, ha otto spire, colorate od in bianco e nero; oppure otto cerchi intersecantesi o non intersecantesi; questi sono i veicoli, i mezzi ed i modi per volare, per attraversare gli spazi ed i tempi cosiddetti, per raggiungere gli elfi e le fate, per imboccare quella via invisibile ed onnipresente lungo la quale le ninfe dei fiumi e gli unicorni attendono, da sempre.












lunedì 26 giugno 2017

Il giorno ventisei di giugno


Guardando come da una terrazza, catturando il freddo fuoco delle stelle fra tenebra e tenebra; tutte le fasi della luna. For an honey's moon. Servitemela per colazione, quella specie di ready made le cui assenze scandiscono singolari solitudini, e per pranzo, e per il the delle cinque, e per cena, e che attraverso lei la notte fatta di universi infiniti ed in movimento mi si addossi tenendomi la sola compagnia  che mi spetti "vivere, i servi lo fananno per noi", ma noi, che non ci siamo nemmeno, che non ci siamo più, queste tracce illusorie, come le scene che vedeva la fiammiferaia nelle fiamme, fra le quali un tipo che faceva degli strani gesti su di un rogo, ma è tutto apparenza, illusione; vi è in questo appuntamento con il ready made paredra, all'insegna dell'orologio di profilo (una locanda senza tempo in una contrada senza tempo) un superamento di quello che in altri 
contesti si offre come destino e fato. Come un sognatore danese allo scrittoio vivo delle diecimila vite del sogno e delle sue forze dirompenti, inesauribili; come colui che a tutto preferiva la compagnia di una pagina spesso vergine, e la verginità della pagina intatta è una pienezza, una pienezza che il segno viola;  il segno, traccia e scrittura, instaura il vuoto. La pagina bianca, vergine, l'intatto foglio d'album, od anche la tela bianca del pittore  sono la pienezza del visibile; esse sono; attraverso la scrittura o chiamala come vuoi, entrano il vuoto, lo spazio, l'assenza, si aprono piste a perdita d'occhio, ed è di ciò che i testi, i libri, i quadri, i portfolio e perfino gli album di fotografie sono ricchi, e di lì il piacere ed il godimento di perdervisi.

Solo il fruscio d'un ventaglio, o quello ancora meno percettibile dello scacciamosche; per viaggare otlre il tempo ed irradiarsi oltre lo spazio, la sferza non è che un cordoncino di seta intrecciata, delicatissima. Non c'è in ciò alcun nuovo ordine, ma un disordine di sempre non l'ordine di qualcuno, ma il disordine di tutto e di tutti. Il corpo una sembianza, immagine dipinta a più dimensioni su di un paravento, il corpo che è uno dei corpi, in questo antichissimo disordine dei corpi, che nessun antiquario ricorda, che niente e nessuno può organizzare senza accrescere i già di per sé numerosi scompensi, per somma fortuna, cani toltechi su terrazze non lontane di qui corrono felici. Occhi stanchi della luce presto faranno sì che le mani preferiscano matite onde lasciare segni sempre più esili, a questa tastiera come di clavicembalo meccanico, al suo rosario di pulsazioni uniformi scisse da discontinue scansioni.

"niente può sostituirti, sia che io ti ami, sia che io non ti ami", con questa enunciazione dell'impagabile suggellare una festa di compleanno non celebrata; altre ne verranno, di compleanno e di non compleanno, e si celebreranno, infinitamente, eternamente.



domenica 25 giugno 2017

giornalino di poesia assoluta


Dg- demoiselles d' honneur- hommage à w s  burroughs- di' a laura che l'amo- il biglietto che è esploso p.49-succhiata attraverso i genitali perlacei donna su dalla sua grande doccia di sperma- anelli di diamanti spruzzano fuori da te- dovrebbe essere tenuto a mente- corpi eiaculati senza una copertina-
questo va tenuto a memoria nel volo di questa voce nel fiotto stellato che solo il buio può svelare celandosi esso nella luce
che lo nasconde flessuosissimamente amplessandosi movimenti
innumeri di steli senza numero ondeggianti fruscio di frasche e fogliame serpi come collari di cigno e urobori dentro all’esistenza che è tutto uno spruzzare di schizzi e zampilli rifluire di lettere segni e suoni in sé stessi pseudonimi di vuoto e silenzio segue allegato



martedì 20 giugno 2017

dal ventisette al trenta


Questa cosa di oscurità riconosciuta sua
Nell'artificio di una tempesta la stanza
Una grotta di libri che il buio rende invisibili
Nel letto il corpo della principessa una luce
Appena ma inestinguibile una pagina sconfinata
Dentro un foglio senza limiti appena rilevabile
Un tracciato forse bizantino al posto delle
Sacre specie dell'ostensorio c'è unanello e
Nell'anello un buco da cui sembra che tutto scorra via
Come i fili di una maglia che si dipani da sola in
Luogo dell'olio consacrato alla morte definitiva
Un profumato unguento bianco che racchiude tutti
I colori dell'iride a lenire fastidi elargirle voluttà
Lubrificarne i canali sulla strada del ritorno a
Questo volume qui racchiuso che sé stesso racchiude
Aprendosi ed altri parecchi-DG- reading
Del  ventisette gennaio che giunge fino al trenta -
Suite della principessa-almanacco-plateau-demoiselles d'honneur-
Haec  sunt  flores,va a proseguire, in giardini segreti



giovedì 15 giugno 2017

sirventese dell'asceta solitaria


conosciamo ciò che sta al di là del divino sulla spiaggia una fanciulla culo all'aria la testa e i piedi a stretto contatto con la sabbia una zona erogena che schizza immobile verso il cielo irradiando il suo calore (tapas) nella luce mattutina un tempio fra sole rena e mare quasi una cattedrale nel deserto in altri modi flettendosi ancor più dilata la visione l'offerta al cielo del culo e della mente contempliamo attraverso la meditazione ciò che è oltre le quiddità




domenica 11 giugno 2017

sabato 10 giugno 2017

d’almeno due rococò in uno, foglio non numerato


Venere tutt’intera attaccata alla sua preda - quale voce disegnasse nel verso una posizione inaudita quanto invisibile - qui la marionetta intera, la bambola, che accede alle nozze con l’angelo, una topologia singolare dove il nero muta in luce e la luce in nero, l’arrivare per così dire della texture dopo il futuro, disintegrando il tempo e polverizzando lo spazio - a ciò valgano sgorbi tirati via da spinoza goethe e leibniz a seguire [……..] baubò nell’epistola successiva, che giungerà senza partire e Watteau che fece quell’elena di culo su tavoletta qui riprodotta comprimendo catastrofi in splendori che sono ancora colori. sarà detto nel foglio poi, che è prima 






lunedì 5 giugno 2017

prolegomeni a un rococò


"... l'enigmatica Baubò di Priene - maschera e cetra -
avrebbe potuto essere l'emblema della sacra
comicità essenziale di un 'teatro' primevo,
non ancora segnato dalla compiuta e compunta distinzione
tra Commedia e Tragedia"

La figura genuflessa qua nel talamo dell’ade di meissen meclemburgo locmaria o qui nel portico di cuneo offre nude le piante dei piedi e l’ingresso al fondoschiena per cui vivere non è più pena appena fasciata di celestiale azzurro di porcellana nella modulazione rococò di non altro che siano bellezza e speranza congiunte







venerdì 2 giugno 2017

epistrofe della sposa di primavera



Epistrofe della sposa di primavera, apocalittica. Quale lucentezza meravigliosa lei in questo buio, in questa piovosa strada notturna con l'illuminazione al di sotto del minimo, godere di compagnia femminile a bassissimo regime di visibilità, dall'ordine il caos, opera citata che opera altrimenti sarebbe, sempre che opra fosse. Il corpo della bambina, fatto di molti corpi, concentrato in una dispersione di tagliandi con minuziosa meticolosità manoscritti - nella sgangherata valle delle fate verdi e nel fatale palagio il manifestarsi di leprotto o coniglietto. Sezionate asimmetricamente da neri radianti le fotocopie in un dispendio di frammenti adulterati che traboccano nel vuoto senza più ormeggio alcuno, l'assioma che tutto è coscienza pur non corrispondente a esatta verità ha la virtù di disimpaurire la gente comune - non ci sono cose, non c'è l'io, non c'è la coscienza. In altre casistiche uno strazio senza precedenti, miriade di prodigiosi confetti onde superare la truce sindrome. su per esilaranti mulattiere vegetando, grazie a Debussy. Un grigiore poco tonico; solenne e impegnativa la città fin dalla prima impressione, l'avarizia innanzitutto. L'equilibrio della visitatrice segreta stava in assoluta incognita fra le dame e la scrittura, in oscillazioni minime ove tutto si mostrava, il resto un dolce abbandono, un non fare né più voler fare alcunché possibile a scambiarsi per vaga voluttuosa pigrizia, una soffusa estasi senza ritorno. Brevissimi connubi che parevano contenere abissali essenze, profusioni metafisiche nell'aria, dopo la dissipazione le brume a tutto coprire. Senza freni in sventrato stabile, adagiato su asettico cobalto il dramma venereo, nell'adiacente pineta sotto esauste conifere nuovi eroi sieroposititvi per messianiche divulgazioni, epoca santissima. il polverosissimo vano sobrio intriso di longobarda pigrizia né privo di celestiale presenza misterica. Ignorando infauste dinamiche, abbisognando d'altronde di riposo, considerando l'interminabile spedizione oltre all'interessato dimenarsi di celtico protomartire, costanza per piano operativo fra gli aitanti retori. nell'attesa d'un edonismo fuggente materializzantesi per l'aranciato padiglione gelido ma capiente con fittizi arcobaleni che sorgevano agli esterni. Nipponico elfo, abbandonati i preziosissimi grani in coloratissimo involucro, barcollando nella litica cripta, in satinato cassetto iperprotetto tra consunti arabeschi e lussuriose frenesie rimontare al meglio sull'eterno centauro violaceo: per risorgere, fra sgargianti coltri acriliche cullandosi in liscia metrica, si esplorava piacevolissimo castigo, godurioso supplizio ecco le diapositive e semmai l'episcopio. Da escursioni burgunde. Della direzione: controtendenze, movimento inverso, l'assorbimento, ingoiare, incorporare, un reciproco sprofondarsi - di superficie trattasi precisamente un muro impenetrabile. e la sua gioia resterà per sempre con voi insieme alla danza del serpente. l'amplissima corte e/o coorte costellata di: zoofili, rose canine, giuochi formativi e insolite varietà di insetti, i cieli da guardar e le stelle più belle fan corona, sovrastava il mese marziano applaudito per l'incontinenza, il caprifoglio fioriva, profitons de la jeunesse - ovunque polistirolo policromo la cui funzione sociale era il parlar d'amore e le infinite maniere di abusarne. Tutto è primavera.


giovedì 1 giugno 2017

finale di tragedia


antigone se ne va, non potranno più punirla. che fuggire: trasmigra, presumibilmente in autobus, forse nella trucida favola di andersen delle scarpette rosse, epifania del feticcio della castrazione figurata, di una danza senza freni e senza interruzioni, con irruzione finale nel e del trascendente, oppure in un fotogramma dove l’autostoppista indossa solamente un paio di scarpe di vernice rossa con i tacchi a spillo, un miraggio erotico dentro un pezzo di archeologia cinematografica. il sistema giudiziario e politico che la condannava è crollato sotto il peso della propria vaniloquente assurdità, non c’è più storia, né potra dirsi questa è un’altra storia. è l’altra da qualunque storia. se ne va, qua o là, ma resta qua, su questo weblog, nessun sipario di elettroni a coprirla. se ne è  andata ma la si vede qui



domenica 28 maggio 2017

encomio


encomio di gorgia che fece l’encomio di elena e l’apologia del non essere segue testo due punti aperte virgolette il fascino divino che avviene attraverso la parola è generatore di piacere e liberatore dal dolore se dunque lo sguardo di elena ispirò all’anima ardore e amoroso desiderio che c’è di
strano questo discorso elogio di elena e passatempo per me
è noto che sua madre fu leda e il suo padre reale fu un dio
quindi niente e già il sonno cominciava ad affidarlo a sua sorella la morte



venerdì 26 maggio 2017

cut-up agency iii


vita plutarchea e bollandista di harley quinn sfaldata nell'hamburger monache trillano le miglia da qui a babilonia dentro uova di dotate echidne allo sguardo romanzi di cavalleria favolette di ballerine medicine narrative elenchi di elenchi esposizioni universali in scenari anedonici
(1-continua)







giovedì 25 maggio 2017

qualche volta


Qualche volta. Nel fingersi dell'inizio e della fine
Vento sui gigli nell'oscurità
Un soffio d'aria su petunie invisibili e balconi di tenebra
Ma nulla di tutto questo è vero una volta svaporate
Le vesti dell'attimo dissolvendosi il qui e adesso
Nell'altrove e quando che sia, via di qui
Già da prima una vecchia storia
Che cessa di esserlo, che cessa di essere



eikon









sabato 20 maggio 2017

serpeggiare


A mezzo di che serpeggiare peraltro invisibile
O quasi si connettono corpi in uno medesimo
Dando luogo a meravigliosi giardini
Versicolori canzoni di uccelli gemme che
Irradiano nella luce il loro segreto
Cartigli che incantano di voluttuose grafie
Negli inavvertiti spettacoli del cosmo
Che rotola ai vostri piedi



mercoledì 10 maggio 2017

universi


Ai confini imprecisati di un esercizio di oblio
bianca più che neve o panna la veste, involucro di colore e di calore bianco
adorna di sottili grafie rosse in cui la scrittura ~ svolazzo e voluta
fuga da tutto, quanto splendore nel suo fiorire
e quel che c'è dentro una donna si direbbe e assai di più un fantasma che danza o
la danza di un fantasma di cui
si legge al tocco; le mani sono sguardi forse viceversa, vi appartiene l'essere o vi appartengono? La risposta:
uno sbuffo, nella ricaduta di un drappeggio, nel sollevarsi di una gonna, finalmente.
Squisiti il sapore e il profumo di un corpo l'intrico delle vene rilievi blu
di canali sottili sulle mani affusolate
chi che cosa fosse poi adolescenziale o passibile di crescita alcuna in quel dialogo o colloquio di altissimi ideali e
udite udite della realtà dell'esistenza
soggetta a tanti si
dice miglioramenti dove invece: vi sono tutti gli
universi fra il collo del piede e la caviglia nuda.
Osservazioni minime intorno alle privazioni ed ai pericoli derivati dalla favola dei
templari al ritorno da una lunghissima spedizione il fornicare pari allo strofinarsi di una
mano contro l'altra, la
costante consultazione di
un demone privato in camera da letto alle privazioni
ed ai pericoli corrispondendo immediatissimi magici accessi a
magici universi, paralleli e no.




venerdì 5 maggio 2017

cornice


Se la parete rivestisse il vuoto assoluto fingendo cieli
O inscenasse il silenzio di lutti assordanti e profezie troncate
Scorrendo il passo di ballo in rette spezzate serpentine
Fino all'invisibile ruotare che né sta né  muove in e da che
Iridi il vuoto luminoso, essi angeli non sono che riflessi
Visibili nell'estasi che suscitano, di cui fanno parte