martedì 16 gennaio 2018

leggenda del risveglio


elegia detta del paradiso
risvegliarsi in occhi di cielo
dappertutto di seta dorata circonfusi
intorno il blu luce il dirsi
di questo è: toccare dentro una divinità
restandoci.


- sogno pomeridiano del fumatore di canapa
e molt'altri
nel mondo detto de' sagrifizi delle
privazioni e delle proibizioni
allora il filo di fumo e
il fluire dal cd della di
qualcuno musica in atomi
sonori distaccantesi dalla sesta dimensione
fino, all'ottava, quella del
non vi è nulla
il lavoro? figurarsi
né il dolore. né il piacere. neppure a dire
il paradiso dissolto genere d'appartenenza dunque
il paradiso
fin su alla nona dalla siesta
in volute che lente ascendono
.
.







lunedì 15 gennaio 2018

aletto


Almanacco-plateau-cadeau- hommage à
Dante-natividad-nemesi uno dei nomi-Ate
Oppure ananke-questa bimba a chi la do-  la
Figlia diletta in cui compiacersi-
mirate almen come io son bella -Aletto
colei che non ha fine,la terza o la prima di tre
quando taccia Tisifone voce della vendetta e
i dispetti di Megera divengano scherzi innocui.
Si fa leggero il corpo e si fa leggere è una
Veste di seta sottile fino alla trasparenza
Istoriata da caratteri di scrittura e figure
Appena visibili, bastin le parti nude, quali e
Cotali.




venerdì 12 gennaio 2018

abstract #1


Il niente dell’uno, ineffabile per eccesso.
Il niente della materia ineffabile per difetto; viceversa.
Il niente assurdo dell’uno, il niente assurdo degli altri dall’uno, il tutto degli intelligibili, delle forme delle copie, delle materie, il tutto dei fenomeni esemplari idest archetipi, il tutto dei simulacri e delle copie, in sperimentazioni aporetiche delle funzioni del silenzio, nel commento di damascio al parmenide, quando avvolge la totalità è limite, avvolta essa è infinita, ciò che in essa vi è di infinito è il sempre, dei principi primi xlv, europa ovunque lo stesso senso di ozio indefinito come altrove lo è il lavoro, un riferimento anche alla presunta crisi del romanzo, a cose scomparse da un pezzo, il romanzo, la crisi - affare piuttosto di cariti, chimere, ninfe, unicorni - anaximander, le cose fuori da cui.., comunque fuori… sarà occorso l’avervi fatto ritorno… quale messaggio… la lettura heideggeriana, viziata da causalismi scolastici, le cose da cui - separati che cercano di congiungersi, così Artaud lesse tragicommedie sessuali di un cosiddetto stare in un cosiddetto mondo










giovedì 11 gennaio 2018

a baubò


Tornano metafore crude del nutrimento
Seni minimi movimenti del tratto su carta
Istantiformi capezzoli quasi punti inestesi e
Pupille a figurare tutte le visioni, l'estasi e
Nessun oggetto. per baubò i cui occhi sono capezzoli e i capezzoli occhi, zone erogene schizzate in cielo e nulla che di lontanamente simile ad un organismo - alzando la veste rese felice una dea e interruppe una disavventura







mercoledì 10 gennaio 2018

aestas


- stabat nuda aestas-strofa quarta di molte- nell'orrore ambiguo
e a suo modo incantato della prima neve-
Andersen sullo sfondo in cristalli di rocca verso
Il cuore desolato dell'inverno nient'altro che una
Stazione  da oltrepassare
Tombe sotto la neve a Confreria
Si traduce con stava nuda l'estate
Surrexit, segue






venerdì 5 gennaio 2018

2011










aegyptiaca


L'angelo dal corpo come folgore alexandria nelle coordinate dell’apparenza lei subitissimo penetrata da tre lati nella successiva demoltiplicazione di traiettorie posture come dove quel che cercasse e già da sempre avesse trovato, nelle periferie aride e disadorne di qualche ss Gerusalemme così presa in faccende di offenbarung esercizio, askesis, nella curva di ritorno fra sé e sé lei lì blu dal godere nel disegno di un sogno, il fallo d’oro da silenzi desertici e dal buio pestissimo non essendoci più alcuna coscienza per conservare almeno il ricordo di quel moto effimero attraverso qualche tratto subito cancellato - il verbale abrogato che essi accaddero cioè nulla




sabato 30 dicembre 2017

asemic writing






addirittura


Addirittura due scritture per due
Lettere d'amore il nome nella soavità
Di un soffio un battito d'ala un fruscio
Sulla carta e quante fantastorie di orrore di
Paura e dentro tutto l'amore così tanto
E tale da traboccare in passi saffici in passi ninfali in passi
Tantrici in passi non ancora o non più visibili in labirinti
Di gesti eccola finalmente lanciata in tornadi senza fondo
Di bellezza a rendere la pioggia novembrina splendore
In cui immergersi e risorgere per nutrire di granelli
Luminosi l'uccello immortale dei desideri







lunedì 25 dicembre 2017

i draghi


Natividades- natale si preferirebbe di no
Nel pieno delle ingratitudini invernali.
La vittoria ha ingoiato la morte
I draghi ingoiano tutto per questo sputano
Fiamme e non solo le biblioteche a loro volta sono draghi
E principesse porte e libri si aprono sullo splendore.
In stanze successive- pur sempre le stesse
-demoiselles d'honneur nello slacciarsi e sganciarsi da
tutto qual che ne fosse la storia questa bimba a chi la do
a Dante naturalmente all'orda di negromanti alla torma
racchiusa in uno il terzo di tre che la farà felice
fuori financo dall'estasi delle rovine occidentali
nel gran cerchio d'ombra celatamente s'aprono
spazi di beatitudini arduissime a nominarsi
dalle tremila isole dell'arcipelago ancestrale oltremodo
l'ancella  astrale vale a dire stellare




mercoledì 15 novembre 2017

Dertritte Grimm : Una serata per Riccardo Cavallo


Dertritte Grimm

Perché nulla vada perso

Una serata per Riccardo Cavallo



lunedì 20 novembre 2017 - ore 21



Fondazione Casa Delfino

corso Nizza 2- Cuneo








Lunedì 20 novembre 2017, alle ore 21.00 presso la Fondazione Casa Delfino, c.so Nizza 2, Cuneo, si svolgerà una serata dedicata a Riccardo Cavallo, scrittore, artista, critico d'arte e traduttore dal cinese, scomparso improvvisamente il 20 novembre 2016. Nell'occasione verrà presentato il libro "Atto unico in sette intervalli - Dertritte Grimm" che anticipa la futura pubblicazione di un volume antologico degli scritti di Riccardo Cavallo. A seguire, una performance del gruppo di danza "Impresa Odile" e letture di testi di, e per, Riccardo. 

Per maggiori informazioni: info@fondazionedelfino.it - www.fondazionedelfino.it



Riccardo Cavallo (Cuneo, 1957-2016), scrittore, artista, critico d'arte, consulente editoriale e traduttore dal cinese, ha pubblicato prose, versi, testi su arte, letteratura e filosofia per diverse riviste e antologie italiane ed estere. Dal 2007 ha curato i blog recognitiones.blogspot.com, recognitiones-ii.blogspot.com, compostxt.blogspot.com, con successiva creazione di folioline.tumblr.com, microblog dedicato a visual poetry, scrittura asemantica ecc. Redattore di eexxiitt.blogspot.com, è presente in vari siti con installazioni verbo-visive ed asemantiche. Nel 2009 ha avviato una propria attività editoriale on-line: issuu.com/recognitiones. 

Tra le sue pubblicazioni:
Anonyma, in "Gli occhi dello stupa", anno V, n. 7/8, Torino, 1986
AA. VV., Figure d’arte, Pescara, 1991
Canto della cometa, in AA. VV., L’addomesticamento del bue, Salerno, 1990
Riccardo Cavallo, Cicli del Beccafumi, Boves, 1993
AA. VV., An anthology of asemic handwriting, New York, 2011
AA. VV., Exit, Reggio Emilia, 2013


Impresa Odile: Simona Agnese, Roberta Bernardi, Emiliana Razé, Laura Silvestri. Letture: Marinella Acquaroli, Carlo Razé.


domenica 5 novembre 2017

luce maiala


ttrk 6 trk 2 virginale timidezza trk 1 azzurra lontananza il fantasma di pasifae trk 3 il testadimaiale recupera e ripubblica i libri della sapienzark 7, lettera grossa, opera completa, cut-up agency luce maiala lettera grossa digitata a km sditalinata al mm non ci sono fatti solamente segni giorni perfetti dalle antelucane alla tavola di cena stringhe varianti iI linguaggio dell'espressione è quello della composizione dei rapporti all'infinito quello a cui acconsentirebbe Spinoza è che, non siamo filosofi, poiché il nostro intelletto è ottuso di nuovo tornarono a cercare solo l'orgasmo, l'allucinazione, lo stupore, il sonno, che li portassero attraverso la notte e li predisponessero contro il giorno desktop, device, default, j.und w. grimm neue marchen una casa bella gioia per sempre lettori di sidebars, vorrebbe sputare nella tazza nell’oro d -- attese lunghe trent'anni per ciò che è predisposto ad un incontro, come freccia che attraversa il tempo e lo annulla completando il disegno - in simmetria perfetta si compivano i piani di dio - come una composizione che silenziosa attende di essere un giorno lontano eseguita. mirabilia delle storie nostalgicamente incantevoli geometricamente perfette margini che irrompono, così portando notizie dell'impensato luce maiala lettera grossa, avventure verticali una notte, spettatori di visioni una cosa- gg qua si parte senza averne una scopata una- (figa a luce strana a male a mari a mezzi vuoti mezzi pieni in n di - dimenticati per ore, adesso presi, adesso scopa parte va da utilizzatori transitori di dashboards in asemicghostwritingagency fra grigi azzurrino fumo di sigari fatati sessuostrafoghi e fogliettoni finalmente a zero la pagina è questa






lunedì 30 ottobre 2017

carmina vel coelo possunt deducere lunam


Quali ombre, che fantasmi, quali carni e che pelli si trasfigurassero nel controluce azzurrato ed in cilestrine trasparenze, un succedersi di domande l'amore è felicità di parlare, nel dileguarsi di una scrittura nella quale si distendessero e rotolassero troie nella più irraggiungibile delle zone poi ancora più in là e più in dentro dove è la luce a reiterare le figure fosse quasi il fiammeggiare di una pelle la corona delle montagne remota per vetrate e inferriate lo sguardo solo puro niente,  è tempo che tu sia inculata.
né su di me né su altra dormendo l’inventai
ad abbracciarla anch'essa la voce là dentro di te e anche dentro quale amore nel mutarsi di sestina in palinsesto in quel che ne siano il sogno la morte una mappa solum nella sua mente, di un mondo dove avrebbe potuto fuggire una terra per le immagini - poiché la poesia è volersi liberare dai vincoli del concetto e dei fantasmi, ella si scrive da sé, si tuit lo plor, se tace il pianto e cessano pavide trepidazioni allor s'odono i sonagli della fatina, gatti che sono miracoli e telefoni, exlibris zhuangzi, il secondo di numerosi. tornare subito, infinitamente le dico vieni ed infinitamente ella viene, fra il nero ed il verde ne schizza fuori luce del tamilnadu un biancore indefinibile null'altro che il favore delle tenebre alla frontiera di nulla la dedicatoria è: carmina vel coelo possunt deducere lunam










mercoledì 25 ottobre 2017

glosse a margine di un'epistola perduta


Nei suoni e nelle tracce della poesia come nelle equivalenti sostanze della pittura si dà, in figure e controfigure, l'archetipo dell'anima alata. Nella confusione di nome e figura, di scena e soggetto l'ecolalia d'un fruscio. Tale linguaggio all'infinito situa nel bianco, sia come dato ottico - zinco, avorio, titanio - che come albedo, i suoi luoghi oscuri ed il suo cuore di tenebra. Nel nero trova la luminosità. Lo sfarfallio riconduce per la via di segni che screziano, iridano e increspano l'uniformità del campo, all'ondulare sospeso di danze, a voli, volteggi e cadute, polimorfe angelologie e quanto può ricostruire il tracciato della mano che ne è l'invisibile inseguitrice. A un certo punto è come se tutto si autoillustrasse nell'inventarsi di una citazione, Zhuangzi che sogna di essere una farfalla, Gozzano ("psiche, ad un tempo anima e farfalla. / scolpita in su la stele funeraria") che con Nabokov sogna di esserne un intero regesto sempre aperto a nuove scoperte. 
"Vorrei una storia degli sguardi". Ma  cosa sono gli sguardi se non interstizi, vie d'uscita e d'allontanamento delle storie stesse (dalle stesse storie), intimità estrema realizzata nella distanza assoluta? Degli sguardi si danno solo favole, figure, miti e poemi. Un mitogramma appunto. Un respiro intorno a nulla. Ipometrie ed ipermetrie spaziali danno luogo ad un'epica della fuga e dell'inidentico, ad ogni passo ed ogni tocco si mobilitano enciclopedie, il dettato poetico è un re-citarsi, la verità in pittura finzione, e forse le possibilità della pittura sono a loro volta inerenti a ogni finzione. Oscillazione fra suono e senso, il verso è tutto. L'intersezione fra atto visivo e atto di parola annoda nel medesimo enigma l'elemento narrativo e quello denarrativo, nel reiterarsi continuamente rielaborato e rinnovato di una fabula - il recitarsi di un dettato appunto - un simulacro della presenza assoluta. Lavoro del lutto: cere inchiostri e sete. Lapidi, panoplie, stendardi funebri e drappi d'alcova. Alla fine manti d'invisibilità: vestizione o denudamento del nulla. L'ironia interroga, più ancora che nei modi del problematismo socratico, in quelli di una mantica vaticinante (non la teoria dei colori o la dottrina degli elementi: la loro intraducibile pratica; e anche l'alchimia è uno pseudonimo) che trova in sé le sue risposte. Se la scrittura è l'ombra del pensiero, la pittura ne tenta la luce.