giovedì 5 ottobre 2017

suite


Proseguimento scritto di un colloquio parlato.

Passare, nella passione, dal non sognare diurno al sogno, che è comunque notturno; dal non dipingere al dipingere; dal non pensamento (del concetto) al pensamento (non del concetto. Con il reale che si restringe e si riduce fino a restare al dieci per cento, tende alla discesa fino a zero (0).
c.f.r. "Blow up", il tennis senza pallina (oh, solo una pallina, nient'altro, eppure); "tanti saluti alla realtà".
Un piano a più punte, situate a differenti livelli che esse stesse individuano figura orizzontale tipica del balletto moderno quale disegnando attraverso dei salti non in verticale dei piani a più punte, ed ogni punta è il punto d'entrata, l'accesso diverso dall'altro, un segno che immobile per un secondo o anche meno esibisce un passaggio, più come passaggio che come direzione, ma anche come direzione; vettori pochi e più che fungibili, più per scherzo che sul serio.

Lavoro come un registratore ad alta infedeltà, o come l'idraulico di
sfiducia.
Viene fuori questo, scritto mi pare l'autunno dello scorso anno: il contatto con "ta onta" (le cose che sono) è "perduto". È il linguaggio, solo il linguaggio, il luogo di costituzione del concetto di realtà; la realtà è la descrizione che se ne dice o se ne insegna; è il risultato, ed assolutamente non il punto di partenza di una pedagogia (leggi svezzamento violento) a noi inflitta.
Non trascrivo oltre, non arrivo ai punti lasciati in sospeso.

fine della lettera, per ora cinque ottobre millenovecentosettantasette alle h sedici e venticinque.






ipotesi


Il 'drama' progettuale si volta in tragedia, e quanto classica, sotto il segno di una hybris del tutto immaginaria nell'ordine del fantasma. Tale empietà tragica manca in Michelangelo (stette tre anni a cavar pietre) come in Leonardo (ove tutto assume le cadenze di un gioco divino - pressoché senza giocatori). Né l'erotismo neoplatonico di Raffaello, ultrasensibile a tutto ciò che è singolarità ed intesità estetica in quanto vi ha di imperfettibile, cade in consimili trappole. Anche perché l'imperfettibilità raffaellesca non ha nulla a che vedere con la concinnitasi albertiana, condizione nella quale nulla si può togliere né aggiungere ad un'opera. Infinite sostituzioni, aggiunte e sottrazioni. Ogni progettualità ha del miraggio e svanisce in miraggi.

...

La pietà Rondanini - la vergine dolente e pietrificata echeggia forse in anticipo le cavernosità deantropomorfizzate della leonardesca vergine delle rocce, Paris Louvre - nella seconda si eliminano il dolore e le sue origini, nella prima le si celebra e subisce. Lo spaccio delle immagini, prigioni e retini. L'icona è altra cosa altrove. Solo un pacco di fotografie dall'impaginazione casual lì per lì. L'occhio che segue la [linea?] spezzata non conosce né riconosce - al massimo è lì (deve?) ma è proprio di ciò che si questiona. Si aggiunga un regime di bassa visibilità, in costante diminuzione. Adunque non si vede mai nulla. In termini relazionali la premessa, chissà come va a finire. Non si vede mai nulla: questa l'eretica. Che cosa è Ecuba per lui e lui per Ecuba. Le opere, per eccellenza somma non riguardanti alcune, consimili le cadenze in apertura, venute da chissà dove. Che nulla si possa levare né aggiungere è precisamente l'impossibile, neanche a pensarci. In senso proustiano quel che fece Michelangelo: non cominciare mai, non finire mai. Il collasso di tutta la progettualità umanistica e rinascimentale è già incomparabilmente illustrato nel San Gerolamo dureriano, visibile depotenziamento, elevazione del già tradotto all'ennesima intraducibilità, metafisica che arretra, tempo definitivamente abbandonato alla sua inesistenza, un pendant ne è il silenzioso sermone del principe, in cui nulla è stato detto né udito. Non vi è il mistero dell'incarnazione e della morte nella vergine delle rocce, come generalmente in tutto Leonardo. Lo si trova invece, allo stato di furore e insanabile travaglio in Michelangelo. Né vi è, in Leonardo, un qualunque conteggio karmico; vi si manifesta attraverso tutti i mezzi possibili il mistero, senza genitivi. L'abisso, l'attaccatura delle cosce, le curvature non commentabili, una critica spietata di qualunque finitudine. La prospettiva dei perdimenti. Lionardo, factispecies dell'inenarrabile, dell'irrapresentabile, dell'ignoto attraverso l'ignoto. Domenico Beccafumi regredirà non alla natività del bambino in tutta la sua genetica e creaturale ineluttabilità, ma a quella della vergine, della bambina, della femmina.





sabato 30 settembre 2017

notes magico p. 1


il linguaggio: sempre più ambiente e meno dimora, supreme fiction o ens realissimum, labirinto più che sentiero - Heidegger perdutosi talora in vaghezze dopo il brief) - l’ascoltatissimo Severino (nel quale poco si trova che già non fosse nell’inascoltato Giorgio Colli) come sfondi presenti ed insieme remoti, materiali da costruzione; però: orizzonti varcati, forse in direzione Borges-Derrida; ambiente, non rappresentazione di. Repertori labirintici. Ipergrafie. metagrafie: meta testuali? Cosa non lo è?
Qui si fa questione di un conio lacaniano, non l’essere parlante, che è fantasma aristotelico, ma il parlessere (parlare-essere), nel suo misterioso coincidere con i parametri stessi del vivente, anche se più che conio di lacaniana memoria potrebbe dirsi di italiano oblio, che qui si esigono referenzialità ed articoli consimili contro scritture e pensieri.

Scrittura del segno stesso, detronizzazione dei paradigmi, prima che parole sono segni, semiosi illimitata (Peirce). Senza più darsi arie d’opere ed autori: ergàne, l’operatrice (ted. Bewirkerin, forse) è la scrittura, non l’autore o l’opera, ed è nella lettura che acquista interi cicli di vite successive e precedenti, un infinito numero di volte.




lunedì 25 settembre 2017

mirate almen...


Elementi dal digesto italiano bastino le parti nude a combinare altrimenti, deviare la traiettoria, mirate almen quant’io son bella, ripetere diventa un rito un’idea ,confessando fotte costante ribaltamento fra la durata e l’accento per cui i valori lunghi si insediano nelle parti deboli tanta lotta terrena non è che illusione, la terra come superficie immaginaria. oscurare la propria luce così da camminare tranquilli. rota amoris, visio mirabilisexlibris zhuangzi, istruzioni per allegrie al tempo di ogni dolce cosa 



venerdì 22 settembre 2017

lettera


millenovecentosettantasette settembre il giorno di S. Maurizio
Per cominciare, con un inizio possibile.

Qui il cimitero, lì una gelateria. Già gli elementi del paesaggio, e funzionano bene. La frase che faccia panoplia, farfalla, fiori la quasi vita, cattura il segno di niente. Mille [in]gressi portano alla stanza illimite che è il cortile, lo spiazzo, la cantina, la valle, non la vetta, non il picco, non inizia, non finisce, si respira, ed è tutto, è più di tutto.
Non temenon o peras, confine o limite, una linea colorata pastello, kajal, più ambigua, più morbida, parlata solo da fantasmi; deborda dal prestatuito va per i cazzi suoi. Così come sorge e sgorga tale ritmo, disvelatore di soffici e sottili movenze, di curvature dolci e snodate, di art articolazioni, di dis disarticolazioni, il persiano originario o no, favilla nel centro del fuoco, allungamento sinuoso dell'imago 1927-1929 Jean Harlow o la sua sosia:
simulacritudine come alternativa corrente alla classica ed ormai declassata pulchritudine. D'altronde (cfr. Filostrato): "chi non ama la pittura fa torto alla verità ed alla saggezza", però, però il migliore destino della saggezza sono i baci laonde (grumo scritturale, della pittura e non dei quadri). Pu(e)llula nella forma del foglietto. Lunula. Lanula. Anulus.
Pound: "nulla conta se non l'intensità dell'affetto". Trovare non un equivalente musicale ma qualcosa del genere: la musica, metafora libidica non antropomorfa, da un anno decodificare è: liberare-liberarsi dal codice.

ti saluto con una lettera che riallaccia un po' i fili staccati di quella che ti scrissi il nove novembre dell'anno scorso, forse in meglio forse in peggio, non è questo il punto; è tutta una faccenda difficile, fortunatamente sempre meno chiara, sempre meno semplice, materiali assortiti accatastati ovunque, uno sfascio interminabile, irrapresentabile, inenarrabile e quant'altro.
Forse si parlerà ancora; sento la morte quasi addosso, o addosso, da un po' di tempo, cosa che do ad intendere il meno possibile, ma a questo punto mi sorprendo a scriverlo su di una lettera che magari  magari in fondo in fondo dovrebbe essere di auguri.... dimmi tu, così è, non sempre, ringraziando chi e che?
ti saluto e se hai voglia tempo carta penna rispondi oppure no
ciao
riccardo



mercoledì 20 settembre 2017

gonna a sette volanti


Anche nelle sue vette più alte l'arte è apparenza; ma questa apparenza, la sua irresistibilità, essa la riceve dal senza apparenza. Infischiandosene del giudizio, essa dice, specie quella rimproverata di nichilismo, che non tutto è solo niente." “di scintillazioni in quell’istante il settetto.”
Stephane Mallarmè, sonetto in x.
Sette pianeti, sette metalli dell’alchimia, sette colori, le gonne a sette volanti delle sacre statue di Assur, sette dimore astrali nascoste nel corpo sottile e via dicendo: il progetto è che divengano visibili queste forze trasformatrici dell’archetipo mitico. E indossabili. La metamorfosi come abito




venerdì 15 settembre 2017

destinazione altrimenti


Taccuino 2014
18 stadi della conoscenza o gradi___temi epistemologici e gnoseologici_testi di prossima e recente pubblicazione: erotismi ludici, vite bollandiste in cui il limite e la regola erano di non averne, tractatus di tibor szemzo incostanza omega fra Dickens e
Chesterton apparenze epocali che fanno riflettere molto deep learning e processori grafici wallenstein un sistema mondo cioè antropologia delle immagini e magnitudini della performance medici invisibili a che buona la ruota del tempo-inizio-fine trattato spinoziano ad Oklahoma city sinfonie dell’uovo in bottiglie di vino da un kilo la dolce maniera in una risma di carta velina negli ex libris allegorici il progetto scrittura opus caldaico on line heracl xviii i libri sono l’unico luogo della casa in cui si può stare tranquilli______________________________
Pittore detto di persefone ma la vita che conta non è proprio in quanto ci manca? quadriviale smontaggio letteralmente di cervello effettuato da joyce? anasyrima wooing? farsi venire, tratta in forma convenzionale da principi astratti per inaccessibile recinto di pensiero orac.177  in arist.1174 sulla completezza dell’atto di vedere castelli e caverne nella profondità del letto altofondo che sfugge al tedio insorge come una forza della natura la storia cantiere di sopravvivenze e magazzino di costumi teatrali




mercoledì 13 settembre 2017

la rivolta della carne


ESSENDO FRUTTO DEL NOSTRO ORGANISMO L'INTERPRETAZIONE STESSA ERGO NECESSARIA L'ANAPAIDEIA

L'orrendo gioco e la sua crudele bellezza, le trame e le reti di rapporti in cui si è presi non permettono di contrarre in un'oralità che ne testimonii sperperi che durano da anni. Pena il perdersi di quell'opposizione conflittuale da molti denunciata fra voce della coscienza e scrittura del desiderio.
possibili titoli
comunicazione su sade
apologia del godimento inutile
una mossa dell'orrendo gioco
la postura si rompe
                             L'INSTRUMENTO PASSIONE "NATURALE" DA INTONARE ED                                           ACCORDARE L'ORGANUM / ORGANON DEL GODIMENTO QUANDO                               SI COSTITUISCE COME FILOSOFIA / ATTO CHE PASSA ATTRAVERSO

                            IL LINGUAGGIO / CIFRA PARTICOLARE DELL'"ORGANISMO"
                           si rimanda a quanto attestato di physis (produzione) per costrizione storica                            d'abitudine tradotto con "natura"






domenica 10 settembre 2017

treni elettrici


Fu vano affaccendarsi di ostetriche intorno a una pezza tanta e ad un pozzo di dolore
Non ne resta che questa scrittura ad annientarne le rovine,era e sarà stato meglio il culo lemma da sempre stabilito di nobilissimi pensieri,meglio il culo e questo cinema,la più bella scatola di trenini elettrici,dulcinea in un disfraz,questione del buio che tutto ha inghiottito 





venerdì 8 settembre 2017

23 2 95


23 2 95    II    PG            LI COSMO LA
Il non-cielo ora solo nero.
In un punto, sul pianeta, da lui imprigionato, creature stonatamente
belle ed agili si muovevano rapide.
Saettavano i corpi in ogni dove, una vampa azzurra avvolgeva il
tempio, saceerdotesse officiavano instancabili.
Ancora corpi, urlavano, ancora fanciulle, ripetevano di rimando i
servi, e questo per tutte le ore del giorno.
Nessuna delle ballerine usciva da quel luogo, solo vi entravano. Perché, mi chiesi, ma girato l'angolo seppi.
Da uno squarcio del tetto scintille giocavano col cielo, le amai
per sempre
______________________________________
parola della danza, lila, nei testi indiani termine con cui si intende la danza del cosmo, forse che lo spazio stesso è danza, oppure addirittura fa parte di una danza, prescindendo da qualunque concezione oppositiva fra movimento ed immobilità. La direzione del moto è relativa.







martedì 5 settembre 2017

questa idea


Pezzi staccati da un monumento filosofico di recente costruzione
Quanto più profondo è il dolore, tanto più perfettamente dobbiamo mettere-in-immagine l’idea dell’essere-felice. Allora il dolore risulterà insopportabile - insopportabile qualunque compromesso con il suo adagio: questa è la vita, questo il destino dell’essente.
B. Vita, allora è essere come dei, e come dei riconoscere gli altri. Ricordo una lettera di Nietzsche a Overbeck nella quale, al colmo della disperazione esce quasi in un grido: «tutti gli uomini divini».
A.Sì - ma con tutti i sensi, nella pienezza del corpo proprio. Dei capaci di godere dell’altro, proprio perché l’altro è sentito come perfetto in sé. Dei che non si amano soltanto ‘intelllettualmente': Il loro pensare interessato all’essere felice, pensa come proprio compimento. Quest’idea va liberata, s-catenata anzi! fatta tuonare contro tutte le servitù e le oppressioni: Questa idea e nient’altro segna il nostro destino.



mercoledì 30 agosto 2017

elenco di mappe


Mappa 1 - il nostos di ulisse - ritrova l’isola e Penelope poi si va a perdere nel fuorimondo

Mappa due - il nostos di Agamennone, ritrova la reggia e la consorte, ma clitennestra lo uccide, insieme anche a cassandra ridotta in schiavitù, che, inascoltata aveva previsto tutto

Mappa tre - la rotta degli argonauti seguita da quella di medea, che compiuto il suo eccidio fugge in cielo su un carro trainato da draghi

Mappa quattro - il cammino dei sette contro tebe, seguito da quelle degli epigoni, che condurranno a termine l’impresa

Mappa cinque - le vicende di arianna e di fedra, che rimarranno un labirinto anche quando sembrerà risolto l’enigma spaziale dedalico dello specific site

Mappa sei - l’intricato arazzo degli spostamenti del marinaio sinbad





venerdì 25 agosto 2017

zero sette romance


Sei uno zero sette, ora, incipit.
Storie d’erostrati in versione nipponica, il padiglione d’oro e quant’altro, meglio concentrarsi sulla postfazione a tanizaki, contenente preziose indicazioni anamorfizzanti à suivre. il pericolo assoluto era un individuo armato di null’altro che di una penna stilografica o di una matita, raccontini che si reiterano e dilatano fino ad occupare interi cicli narrativi.
Scudo d’achille dove tutto fu raccontato. Odradek.
La riprova dei fatti dei fatti che sono stupidi, Nietzsche, il vitello d’oro dei fatti, che non è neppure d’oro, integrazione di alcuni elementi, l’antifunzionalità, la postproduzione, la narrazione misterica sulle pareti di pompei vs. l’arte indistinta o inseparabile dai fruitori, o addirittura fra le due cose una qualche complementarietà ventura, se la teoria e pratica dei generi letterari sia radicabile - o neutralizzabile, in quella degli atti linguistici - i giganti stupidissimi dei casi cui si sarebbe in balia, come possa starci tutto questo ed altro ancora in una conferenza ed in una rubrica giornalistica.
Da  lunedì 17 03 08 in seguito:
l’età del’uomo vista da dietro è l’eterna giovinezza. Chi ha pensato a quel che vi è di più profondo ama ciò che è più vivo, nella parola nichilarne l’amore più segreto, ciascuna delle trascrizioni si ricostituisce ogni volta come materiale inedito, ricominciamento, altrimenti detto, dire altro, allegoria.
Non è triste perché è muta, è ammutolita perché è triste.
Le monde n’est q'un abusion, la poesia che vuole qualcosa di enorme, barbaro, selvaggio - nessuno sa dove va.. in più la funesta sentenza: la scienza non pensa.

Sirventese dell’orca, della malvivente e della troia, un poema erotico il fondoschiena istoriato, una versione dello scudo di Achille dove tutto è raccontato, soglia d’altrimondi e oltre mondi, che cosa aggettasse da invisibili ovali. parole dietro orizzonti davanti, zone erogene a schizzare in cielo.

Il saggio è quella forma che rende visibile l’indicibile, che si mostra per esempio nella cesura del verso tragico, o nelle crepe che si nascondono nella struttura del romanzo. dictat auditor.
Prolegomeni in forma di storytelling preliminare a contafavole, chiosa all’autoreperirsi di strutture denarrative, aperiodiche, senza fine, da scoprire, dotate dei poteri misteriosi del non conosciuto, dell’ascolto capace di mutazioni in tempo reale.




domenica 20 agosto 2017

two sisters


Diceva a due voci, al termine dell’avventura di Antigone - generata contro, e della sorellina Ismene, entrambe figlie della propria nonna e altamente operative, del conflitto e dei vani tentativi di riparazione e restauro, commentando la morte crudele dell’amatore innocente: almeno lo portassero lontano, l’uomo insensato che ti uccise, o figlio (e non voleva); quell’io, che non vedo alla mia miseria alcun sostegno. Lo diceva piangendo in terza persona, per i motivi più svariati, gli anni in questione fin dentro lo scorrere dei secondi e delle loro più piccole frazioni sono una morte soffocante - e su tutto questo l’incombere degli epigoni pronti a distruggere e radere al suolo tutta la baracca al successivo assalto, contro qualunque balorda deformazione dell’idea di salvezza, che di questa non ce n’è se non nel taglio invisibile di un istante senza tempo, lasciano un archivio devastato di documenti di difficile lettura, per il diletto di sfogliarli, ora.




martedì 15 agosto 2017

serenata


dertritte grimm, vesperale al balcone dell'amata chiamatela
come volete intorno alla sconfitta della legge di gravità e di tutte le altre
al balcone di quale diafana creaturale apparenza
ridere degli occhi - chiedono oggetti che non li
distruggano, allora nessun oggetto ma vedere la figura
mutarsi nell'orgasmo quasi immobile di un angelo
parallelo al terreno catastalmente configurato da sciagure
immani e indicibili, eppure nulla di tutto questo è vero o
reale - bella da splendere e da esplodere così si
canta e che luce vi balla è lei un libro con
cui  sparire nel  crepuscolo, congiungersi con l'arcobaleno.





giovedì 10 agosto 2017

seconda distruzione dei luoghi


Cuneo, via Carlo Emanuele: telefonato ad una tipica agenzia di regime, niente di ufficiale, favori che non possono negare, dicono che il letto è fatto. In tiratura limitata, così è meglio, vagheggiano di immergersi nel jazz, sono ancora lì: per poco.
Se scrivi non dai tregua all’indicibile, né quello a te, e in ciò consiste, letteralmente tutta la vita, che non è nata e non può morire, poi sapete, si chiude a scrivere per qualche ora, sembra quasi che si calmi.
Cuneo, di fronte al palazzo comunale, inutile fare gli eroi, meglio il bar e la tabaccheria.
Il luogo ideale, nel senso di virtuale, per un’annotazione come questa, corso Dante, colui che dona è il poeta, non si sa se frasi o versi, un peana di gloria come la descrizione di alcune lesioni oroscopiche - lesioni o lezioni?
La vita una visione dello spirito, Gerusalemme liberata XIV 70-71, su Morgan le fay. Problema dell’anoressia in Lacan: non una che non mangia, ma una che mangia niente. Faust II, V, III, 21-23.
In loco sub terraneo, lucerna extincta, universi immaginari che sono super-reali, come fosse il phasma, l’antiuniverso di Bester, basato sulla masturbazione reciproca, opposto al nostro mondo, non esiste io durante il rituale né niente altro, vi si raggiunge lo stato di quiete completa tramite il riassorbimento nella coscienza primordiale, che è presente sebbene intrappolata nello spaziotempo




sabato 5 agosto 2017

romance zero tre quattro

Miriadi d’ancelle magiche e fulgidi araldi.
Nell’annichilimento e svuotamento di ogni comunicazione.
Scoperta di un motivo sigillo grafico cinese ad elva.
Ferite incurabili e fallimenti che hanno lasciato il segno. lunghe storie di morte e di dolore, riflussi, i seventies…
g. sul non avere un interno, ella era convessità e pienezza
(perché) c’è una storia? Affermativamente.
Tigri di nebbia e draghi di nubi per fogli e miraggi, questo l’ambiente.
Di quel che fa d’ogni topologia un artificio, un costrutto di finzioni. Le artemidi là evocate e descritte non hanno un interno ma nondimeno è all’interno che tutto si svolge, dentro una guaina, un pettorale, una nera tunica, cavità remote ed inaccessibili, impenetrabili per il fatto di esservi già dentro.
Una seconda spiegazione, non peregrina, suggerisce l’idea di un manufatto invisibile.
il testo dunque un fiore qualche volta - nascosto dal gladiolo troppo grande, in un solo corpo lo scatenarsi di orde leggendarie.
Bagni penali della multimedialità ed ergastoli della scrittura, quali passaggi dagli uni agli altri, ci si mettano pure le perniciose influenze delle mode e le coercizioni del mercato.
Scritto in un tunnel fiocamente illuminato, più in là scorre la Roya, lampi su Tenda.
Elementi di geometria, figure regolari ed irregolari, dal punto alla linea, ai poligoni ed al cerchio, linee parallele, divergenti, convergenti, allucinano un conteggio e più ancora un dislocarsi raccontano di una pittura del tutto invisibile là, fuori scena.
Richiami talmudici: gigli o rose mutati in fiamme d’inferno al crepuscolo, all’alba risplendevano nella gloria dei cieli - sette angeli, sette colori, sette fiori, sette squilli di tromba, sette sigilli, sette stelle.
Ed ancora un’altra volta, poiché la bellezza altro non è che il principio di un tremendo che ancora non riusciamo a sopportare, e se tanto l’adoriamo è perché essa serenamente disdegna di distruggerci.
Mansit odor, posses scire fuisse deam. Mi dica cosa ha combinato. Combinato? Mi sono unito alle sirene, in fondo alla cisterna dove vive il re dei nani.
In varianti che interminabili si succedono il procedere della strofa, gli abiti leggeri fradici di pioggia, la vita che danzava nelle mille carezze del desiderio eccetera, l’estate alle porte di che cosa, in due parole che sono una e sono tutte, passi di ritorno: dal luogo del delitto ai luoghi del diletto, una scelta fra noie e troie, quale vecchia figura di decomposizione e raccapriccio che si trasforma nella fanciulla splendente dalle membra inerti come per un’intensa passione e dalle bellissime gambe dentro il petalo del loto, fin qui romance primavera 2003 febbraio 2004.

Strutture prigioniere di altre strutture, ipostasi falliche e teste a dirne una.